Moglie del Principe Alberto, madre di nove figli e nonna di quarantadue nipoti (per imparentare la casata Windsor con quasi tutte le famiglie reali d'Europa), regina dell'impero britannico per 63 anni; la regina Vittoria fu cresciuta fin dalla più tenera età in preparazione della sua ascesa al trono. Lei stessa definì la propria infanzia come "piuttosto malinconica". La madre, una donna eccessivamente protettiva, la crebbe isolata dagli altri bambini secondo il "sistema Kensington", un complesso insieme di regole e protocolli per il comportamento in pubblico. Le fu inoltre proibito di incontrare persone "indesiderabili" (agli occhi della madre, praticamente tutti).
Non bisogna sorprendersi che la giovane Vittoria, una donna intelligente e acculturata vissuta quasi sempre a palazzo, non sopportasse regole così rigide. Una volta raggiunta la maggiore età, la principessa fece due richieste a suo padre, il Re: che le venisse garantita un'ora al giorno di solitudine dalla folla di accompagnatrici e che le venisse data una stanza da letto privata. Nel maggio del 1836 le fu presentato il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, uno dei tanti pretendenti. Egli fu l'unico cui lei si interessò, al punto da scrivere allo zio che li aveva fatti conoscere, Re Leopoldo di Belgio, che lo ringraziava "per la prospettiva di grande felicità futura... nella persona del caro Alberto". L'idea del matrimonio, però, fu rifiutata per il tempo a venire: la principessa aveva infatti solo 17 anni.
Il diciottesimo compleanno di Vittoria, nel maggio del 1837, salvò l'impero da una potenzialmente disastrosa reggenza a opera della regina madre e del suo amante, l'ambizioso Sir John Conroy (tale prospettiva terrorizzava Re Guglielmo, che si spinse fino ad affermare che non voleva morire prima che Vittoria diventasse regina). Con la morte del padre meno di un mese dopo, Vittoria divenne Regina di Gran Bretagna. Uno dei primi atti a suo nome fu la cacciata di Conroy e l'eliminazione di qualsiasi legame con la regina vedova. Alberto ne approfittò per tornare a Londra e riallacciare i rapporti con Vittoria; cinque giorni dopo, nell'ottobre del 1839, i due si sposarono presso il castello di Windsor. A prescindere dai suoi difetti, Alberto aveva un effetto calmante sulla regina, che era inoltre molto affascinata dalle sue idee su riforme sociali e innovazioni "moderne".
Il lungo regno della regina Vittoria si può riassumere con un elenco di guerre in giro per il mondo: guerre anglo-afghane, guerre dell'oppio, guerre anglo-sikh, guerre con gli Xhosa, guerre anglo-birmane, guerra di Crimea, guerra anglo-persiana, la ribellione in India (che le valse il titolo di "Imperatrice"), le guerre anglo-ashanti, le guerre anglo-zulu, le due guerre anglo-boere, la guerra mahdista e la ribellione dei Boxer, solo per dirne alcune. La Pax Britannica significava soprattutto grande spargimento di sangue. Di questi affari lasciò che se ne occupassero i primi ministri e il Parlamento, mentre lei si dedicava ad altre imprese, tra cui numerose gravidanze e riforme sociali per le classi meno privilegiate.
L'Inghilterra stava affrontando i gravi problemi che affliggono le società industriali e la famiglia reale cominciò presto a occuparsene. Alcuni credevano nella filosofia dell'auto-aiuto, secondo la quale le afflizioni quali alcool, droghe e povertà dovevano essere risolte dalle stesse persone colpite. Molti, però, erano convinti che il governo e i ricchi dovessero prendersi la responsabilità di migliorare la condizione del popolo. A questo scopo furono fondate in Inghilterra centinaia di società a scopo benefico, supportate dalla famiglia reale stessa. Nacquero i primi "esperimenti sociali", come per esempio l'utopia di Robert Owens. Scrittori quali Dickens e Thackeray diedero risalto alla condizione delle classi proletarie. Vittoria sfruttò l'influenza del governo americano sull'opinione popolare per forzare la mano del governo nella pubblicazione di riforme quali l'Elementary Education Act (che offriva educazione gratuita a tutti i bambini fino ai dieci anni) e il Matrimonial Causes Act, che rese il divorzio una questione legale e non più religiosa e permise alle donne di difendere meglio i propri diritti e le proprie finanze.
Nel frattempo, l'interesse di Alberto per le scienze e il miglioramento delle condizioni del popolo, condiviso anche da molti ricchi annoiati della capitale, contagiò anche Vittoria. La Corona incoraggiò e finanziò i numerosi avventurieri che esplorarono il mondo scalando montagne, superando deserti e affrontando giungle, uccidendo e collezionando animali esotici, vivendo come selvaggi con le tribù più primitive e così via. Era l'epoca del razionalismo, e persino Vittoria era curiosa di scoprire se la tecnologia e la modernità avrebbero salvato la nazione e ne avrebbero fermato il decadimento morale. Le esposizioni presso la Royal Horticulture Society, la Royal Society of London for Improving Natural Knowledge e la Great Exhibition of the Works of Industry of All Nations (la prima "fiera mondiale" tenutasi nel 1851) attirarono migliaia di visitatori. Dal punto di vista più pratico, il "grande fetore" del 1858 spinse la Corona a stanziare fondi per la creazione del più grande progetto dell'intera Inghilterra vittoriana: un sistema di fognature nel sottosuolo di Londra.
Il principe Alberto morì nel dicembre del 1861 per una febbre tifoide. Sconvolta ma stoica, Vittoria passò il resto della propria vita in lutto, anche se la figura di John Brown, il servitore scozzese quasi sempre al suo fianco, divenne per lei una fonte di conforto. Quale che fosse il loro rapporto, dopo la morte di Alberto Vittoria si ritirò a vita privata nei suoi castelli, riducendo drasticamente il numero di apparizioni in pubblico e non tornando quasi mai a Londra per il resto della propria vita.
All'epoca del Giubileo d'oro della regina, nel 1887, l'impero britannico era all'apogeo. Considerato la prima "superpotenza" mondiale, la sua influenza si estendeva in tutti gli aspetti di società, cultura, finanza e politica di tutto il mondo. Le celebrazioni, secondo i desideri di Vittoria stessa, furono molto ridotte e consisterono di una processione e di un servizio religioso presso l'abbazia di Westminster. All'avvicinarsi del Giubileo di diamante, Vittoria aveva superato Giorgio III come regno più lungo nella storia di Inghilterra e Scozia (e quasi tutto il mondo). La regina insistette anche in questo caso nel trasformare il Giubileo in una celebrazione dell'impero e non di se stessa. Nei primi giorni del gennaio 1901 la regina Vittoria si sentiva "debole e malata"; la morte, dignitosa e riservata come era stata la regina stessa, arrivò il 22 gennaio dello stesso anno.