"Negabilità plausibile": un trucchetto per evitare di assumersi responsabilità, valido oggi come centinaia di anni fa. L'unica differenza (piuttosto sottile) tra un pirata e un corsaro stava in un piccolo pezzo di carta: una lettera di marca firmata da un sovrano. Le navi corsare variavano in dimensione dai semplici sloop alle caravelle, erano di proprietà privata e lavoravano per ordine del governo per "ottenere risarcimenti in nome della corona per danni specifici inflitti [da parte di altre nazioni] in tempo di pace"... oppure per dare la caccia alle navi nemiche in tempo di guerra. Una volta pagata la parte di bottino dovuta al sovrano, quel che restava veniva diviso tra il capitano e la ciurma. Il XVII e XVIII secolo furono un'epoca d'oro per i corsari (specialmente i lupi di mare finanziati dal governo di Elisabetta I e i "corsair" francesi), uniti in una causa comune contro l'antagonista principale del momento, l'impero spagnolo.