Il termine "matematica" deriva dal greco máthema, traducibile con "scienza" o "studio". Un nome appropriato per la "scienza delle scienze", una disciplina che si concentra su quantità, misure, strutture e logica. Alcuni sostengono che sia anche "l'arte delle arti" per lo studio di spazio, forma, relazioni, prospettive e frattali, oltre che per il suo collegamento diretto con la musica.
Che si tratti di arte o scienza, è certo che la matematica moderna sia alla base stessa della nostra vita. L'approccio matematico esiste sin da quando i nostri antenati capirono la differenza tra maggiori e minori quantità di cibo. I sumeri utilizzavano complessi calcoli aritmetici (ovvero la manipolazione dei numeri) sia in base dieci che in base sessanta: ancora oggi ne sentiamo gli effetti nel calcolo del tempo: sessanta secondi in un minuto e sessanta minuti in un'ora.
Gli egizi svolgevano calcoli complessi per tenere traccia degli scambi commerciali e delle tasse, oltre che nella progettazione di Piramidi e monumenti di ogni tipo: durante il periodo del Medio Regno svilupparono quindi un sistema scritto per i calcoli numerici. Tra il 600 e il 300 a.C. i greci cominciarono uno studio sistematico della matematica, suddividendola in due campi: aritmetica e geometria (lo studio di forme e superfici). Furono inoltre i primi a studiare la matematica in astratto, sviluppando teoremi e dimostrazioni e arrivando all'enunciazione del teorema di Pitagora e ai primi studi sui numeri irrazionali.
L'evoluzione della matematica continuò imperterrita per i secoli successivi: i matematici musulmani crearono l'algebra, mentre la scuola di astronomia e matematica di Kerala, in India, sviluppò i concetti di serie infinite e funzioni trigonometriche. Furono gli stessi indiani, circa nel 600 a.C., a inventare il concetto di "zero", non solo per riempire spazi vuoti come facevano gli egiziani ma come valore a sé. Si può dire che da allora l'importanza della matematica sia cresciuta... esponenzialmente.