Si definisce "ingegneria" la scienza (o, se si chiede a un ingegnere, l'arte) della progettazione di oggetti: edifici, strade, ponti, macchine e un'infinità di altri prodotti. Il termine è piuttosto vago - si consideri il concetto di ingegneria dei software - e faceva riferimento, in origine, alla sola creazione di macchine da guerra. I romani applicarono tali conoscenze alla creazione di opere pubbliche per facilitare la creazione di strade, ponti e mura in tutto il territorio dell'impero.
Il termine venne presto applicato alla costruzione di opere magnifiche e monumentali di ogni sorta e alla progettazione di macchine in grado di farlo, quali viti idrauliche, pompe, ingranaggi differenziali e così via. La rivoluzione industriale fu caratterizzata dai grandi lavori di ingegneria, come l'invenzione dei motori a vapore (James Watt) e di gadget elettrici (Thomas Edison) e la costruzione di canali, ferrovie, ponti, tunnel, dighe e grattacieli.
Nello stesso periodo nacquero i primi corsi universitari in ingegneria, come quello offerto dal Rensselaer Institute degli Stati Uniti nel 1835; l'educazione superiore in tutti i campi dell'ingegneria (meccanica, civile, elettrica, architettonica, strutturale e altri) si diffuse presto in tutto il mondo. Il primo dottorato in ingegneria fu assegnato dalla Yale University a Josiah Gibbs nel 1863: fu il secondo dottorato in assoluto ottenuto negli Stati Uniti.
Il termine "ingegneria" divenne presto molto rispettato, tanto che altri campi di studio cominciarono ad appropriarsene: nacquero quindi l'ingegneria chimica e dei software, la bioingegneria e quella dei materiali, ambientale, aerospaziale e così via. Il vero spirito dell'ingegneria, però, sta nell'utilizzo di calcoli matematici e fisici per progettare e costruire edifici e macchine. Alcuni affermano che l'ingegneria, più che una vera scienza, sia una sorta di "risoluzione dei problemi applicata"; ciò che è sicuro è che è stata la disciplina che più di ogni altra ha portato la civiltà nel XXI secolo.