Alle sue radici, la filosofia politica si concentra sul concetto di creazione di un governo; sulla forma che deve assumere; che cosa si intende quando si parla di libertà, giustizia, legge e altri capisaldi della civiltà; sui diritti e i doveri dei cittadini. Come si può immaginare, i filosofi politici sono discordi su molti punti. In effetti, lo stesso significato del termine "politico" è uno degli argomenti maggiormente dibattuti.
La filosofia politica ha avuto inizio dai dibattiti etici su ciò che costituisce una "buona vita". Dal momento che, a parte qualche occasionale eremita, le persone sono per loro natura sociali, sorge la questione su come ci si debba comportare nei confronti degli altri. La filosofia politica cinese, per esempio, risale a un periodo molto antico, specificatamente agli scritti di Confucio del VI secolo a.C. La prima opera di filosofia politica occidentale è la Repubblica, in cui Platone cerca di trovare soluzioni per quelle che percepisce come ingiustizie e disuguaglianze: per far questo, propone la prima di quella che sarebbe stata una lunga serie di sistemi politici utopistici (in quanto "morali"). La filosofia politica dei romani è fortemente influenzata dagli Stoici, e per questo motivo tende a essere un po' più pragmatica.
Dopo qualche secolo di approcci soprattutto teologici, nel Rinascimento la filosofia politica torna a essere pragmatica, come dimostra chiaramente l'opera di Niccolò Machiavelli. Poi una serie di intellettuali... Rousseau, Hobbes, Locke, Montesquieu e simili... comincia a blaterare di "contratto sociale", diritti umani, uguaglianza e compagnia bella, portando a un mucchio di rivoluzioni, specialmente quella francese che ha fatto fare alla civiltà umana una bella capriola. Per confondere ulteriormente il quadro, in seguito all'esplosione dell'industrializzazione i filosofi politici marxisti (Marx, Engels, Lenin, etc.) hanno proposto una struttura politica ancora diversa, il socialismo radicale, propugnandola come unica forma "corretta" di governo... e scatenando un'altra sanguinosa rivoluzione.
E i filosofi politici devono ancora stabilire chi abbia ragione...