Oltre a ripararsi dietro ad alte mura quando arrivavano i barbari, la più antica tattica difensiva consisteva nell'impaccare uomini corazzati nel modo più serrato possibile, munendoli di lance aguzze puntate verso l'esterno per scoraggiare ogni attacco. I primi ad adottare questa formazione a falange furono i sumeri intorno al III millennio a.C.: le loro compatte formazioni di fanti erano dotate di armatura (elmo, gabbione e gambali), di lunghe lance e di scudi tondi che potevano essere sovrapposti. Per migliaia d'anni le tattiche difensive non cambiarono molto, salvo per il fatto che l'introduzione degli archi rese le corazze ancora più importanti.
Come in tanti altri aspetti dell'arte militare, i romani apportarono diverse migliorie alle tattiche difensive esistenti. Intorno al 300 a.C. cominciarono a sperimentare l'uso di legioni suddivise in manipoli, una soluzione che dava alle loro formazioni più flessibilità e supporto: schierata in una linea tripla, con uno spazio fra i manipoli, una legione poteva rispondere rapidamente a qualsiasi minaccia. Disposti in prima linea prima della battaglia, corpi di truppe leggere scelte (i velites) proteggevano lo schieramento della legione; durante la battaglia, cavalleria e ausiliari ne coprivano i fianchi. Gli astuti romani svilupparono tattiche difensive in grado di rispondere a qualsiasi situazione: la testuggine li proteggeva dalle armi da lancio; il rapido movimento delle seconde linee permetteva di colmare rapidamente qualsiasi breccia nella formazione; la disposizione ad anello era ideale per i manipoli che erano rimasti isolati; le tattiche di evasione consentivano di evitare lo scontro quando le condizioni erano sfavorevoli.
Nel Medioevo tanta astuzia fu gettata al vento: gli schieramenti preferivano scagliarsi l'uno contro l'altro e farsi a pezzi finché una delle due parti ne aveva avuto abbastanza. La differenza tattica tra i guerrieri fanatici vichinghi e i cavalieri europei era minuscola, dato che l'arte militare si concentrava sugli aspetti offensivi, trascurando quasi completamente la difesa (se escludiamo le possenti mura dei castelli e gli schieramenti di arcieri). Tutto questo durò fino all'avvento della polvere da sparo, che rese improponibili le cariche a testa bassa. Le armi da fuoco diventarono sempre più efficaci e meno costose da produrre, e potevano essere usate a scopo difensivo anche da soldati poco addestrati, così arrivarono gradualmente a dominare il campo di battaglia. Le uniche tattiche difensive efficaci rimaste erano adottare uno schieramento sparso, usare la mimetizzazione e scavare delle trincee.