La scuola dei basilikoi paides (che possiamo tradurre più o meno "paggi reali") era una tradizione antica in Macedonia, ma Filippo II la trasformò in uno strumento potente al servizio del re e dello stato. Oltre ai giovani che il re riteneva meritevoli, la scuola accoglieva i figli della nobiltà macedone: un modo elegante di gestire gli ostaggi reali. Filippo non badava a spese per procurarsi i migliori insegnanti, tra cui il famoso filosofo Aristotele, che considerava quella dei basilikoi paides una "scuola per generali".
Invero, oltre a essere istruiti nelle arti della guerra e dell'amministrazione, i giovani paggi imparavano a onorare il re e a obbedirgli, proteggendolo con la loro stessa vita e mettendo gli interessi della Macedonia al primo posto. In questo modo si formavano legami di fedeltà nazionale che andavano oltre i rapporti familiari, riducendo così le chance di rivolta tra i nobili. Finita la scuola, i giovani ricevevano un posto di prestigio in seno agli Etèri (la "Cavalleria dei Compagni"). Dopo la morte del padre, Alessandro portò avanti questa tradizione.