Il suffragio universale è la strana concezione che chiunque, in una democrazia, abbia il diritto di votare. Prima di una serie di riforme passate nel 1832 nel Regno Unito, solo il 3% della popolazione dei maschi adulti era "qualificata" per votare. In generale, sia nelle Americhe sia in Europa, il diritto al voto dipendeva dal reddito e dal patrimonio. Così, la maggior parte degli aventi diritto era benestante e di sesso maschile. Per tutto l'Ottocento alcuni idealisti lottarono per estendere il diritto alle donne, ai poveri, agli immigrati e a varie altre minoranze, ottenendo qualche concessione (come il XV Emendamento negli Stati Uniti, che nel 1870 abolì la discriminazione di razza). In ogni caso, il voto era un privilegio riservato per lo più a maschi bianchi e benestanti.
La storia del suffragio universale è un guazzabuglio di movimenti di riforma, proteste civili e diatribe editoriali, ma gli sforzi più visibili (e rumorosi) sono stati quelli delle donne negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. Anche se il pieno ottenimento dei diritti da parte delle donne avrebbe dovuto ancora aspettare decenni, c'erano stati dei brevi precedenti: in Svezia-Finlandia dal 1718 al 1772, in Corsica dal 1755 al 1769 e persino in New Jersey dal 1776 (ma il diritto fu abolito nel 1807).
Negli Stati Uniti la campagna per il suffragio alle donne cominciò effettivamente nel 1848, quando un gruppo di abolizionisti, per lo più di sesso femminile, si riunì a Seneca Falls per discutere i diritti delle donne in democrazia. Ne scaturì un movimento importante, talvolta veemente, per ottenere il diritto al voto. Intanto nel Regno Unito, in seguito a un'insufficiente riforma nel 1832, il suffragio era diventato uno scottante argomento politico, portando nel 1867 alla formazione della "National Society for Women's Suffrage" e nel 1903 all'ancora più militante "Women's Social and Political Union". Il processo fu rallentato dallo scoppio della Prima guerra mondiale, ma gli Stati Uniti nel 1920 e il Regno Unito nel 1928 concessero finalmente i pieni diritti di voto alle donne... qualche tempo dopo la Nuova Zelanda (1893) e la Finlandia (1906).