L'economia si occupa di comprendere e spiegare la "produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi". Questo compito era molto più facile quando le economie si basavano interamente sul baratto (lo scambio diretto di beni) o quando ancora i concetti di valuta, produzione e profitto erano appena nati e quindi semplici. Furono scrittori come Fan Li in Cina (c. 517 a.C.), Chanakya in India (c. 350 a.C.) e Aristotele in Grecia (c. 350 a.C.) a descrivere e stabilire i concetti di domanda e offerta, prestiti, debiti, monopoli e politiche economiche di stato. Nel Medioevo, Tommaso d'Aquino e Duns Scoto già discutevano della filosofia del "giusto prezzo". Prima dell'arrivo di Adam Smith, lo studioso musulmano Ibn Khaldun era considerato la fonte più autorevole riguardo le teorie economiche, per esempio economia "supply-side" (basata sull'offerta), specializzazione del lavoro e cicli di vita finanziari delle diverse civiltà.
Questi scritti sono però riservati principalmente agli studiosi. Il lavoro di Adam Smith, soprattutto nella monumentale opera The Wealth of Nations (La ricchezza delle nazioni, 1776) è considerato alla base dell'economia moderna. Nel libro, Smith sostiene che un mercato libero è il modo più efficiente per calcolare il valore di beni e servizi e distribuirli. Inoltre, chiunque si interessi solo dei propri interessi finanziari sta contribuendo indirettamente al bene della società e alla sua crescita economica. In sostanza, secondo Smith i principi del capitalismo forniscono la base economica migliore possibile per qualsiasi civiltà.
I lavori di Smith, prevedibilmente, furono molto criticati. David Ricardo, nel 1817, sosteneva che esiste un conflitto intrinseco tra gli interessi economici dei proprietari terrieri da una parte e della manodopera dall'altra, e fu il primo a dimostrare l'efficacia del principio del vantaggio comparato nel commercio internazionale. Il filosofo John Stuart Mill affermava che per equilibrare i due ruoli del mercato, allocazione di risorse e distribuzione della ricchezza, è necessario l'intervento diretto del governo. Fu la pubblicazione dell'opera Das Kapital: Kritik der politischen Ökonomie (Il capitale: critica dell'economia politica) di Karl Marx, con le sue teorie sul valore dei beni, ad avviare uno scisma che si è trascinato fino ai tempi moderni: la dicotomia tra capitalismo e comunismo.