Il confucianesimo è una religione, ma sarebbe più corretto chiamarla filosofia politica, basata sugli insegnamenti del filosofo cinese Confucio (551 - 479 a.C.). Nato come filosofia etica e sociale riservata alle classi privilegiate, il confucianesimo è cresciuto fino a raccogliere diversi milioni di fedeli, soprattutto negli stati dell'Asia orientale.
Gli insegnamenti di Confucio ponevano una fortissima enfasi sulla moralità dell'individuo, sulle responsabilità sociali e sulla fedeltà alla famiglia: ognuno aveva un ruolo "corretto" da ricoprire all'interno della società. I suoi ragionamenti vennero raccolti nei cosiddetti Cinque classici confuciani, che raccolgono le dottrine umaniste secondo le quali i comportamenti etici e un buon rapporto con il prossimo sono fondamentali per la crescita e il miglioramento di ogni essere umano. Inoltre l'opera mette in evidenza il ruolo sociale di ogni cittadino, compresi i governanti.
Nei due secoli successivi alla morte del filosofo, i suoi insegnamenti si diffusero a macchia d'olio, al punto che la dinastia Qin (secondo cui il monarca doveva essere posto sopra a tutti gli altri) si diede molto da fare per eliminarli. I sovrani Qin temevano che il confucianesimo avrebbe messo in pericolo la loro autorità: ordinarono quindi che i testi di Confucio, molti dei quali originali, venissero bruciati. In tutto il paese i templi vennero rasi al suolo e i seguaci più indomiti finirono addirittura sepolti vivi.
A dispetto di questi sforzi, però, una vasta collezione di manoscritti fu trovata murata in casa di uno studioso, portando a una rinascita del confucianesimo dopo la caduta dei Qin. Al giorno d'oggi il confucianesimo viene studiato da esperti di tutto il mondo, spesso più come filosofia politica e morale che come religione.