Col passare degli anni, abbiamo imparato molto sulla minaccia dei non-morti. Le prime trappole richiedevano l'uso di umani vivi (volontari o no) come esca, ma i nostri ingegneri hanno sviluppato sostituti chimici o animali. Inoltre, i proiettili a punta cava e anti-persona sono in grado di infliggere danni maggiori ai tessuti, con più precisione. Non tutti gli arcieri sono Guglielmo Tell, in grado di colpire in pieno una mela con una balestra: a questo ci ha pensato la rigatura delle canne e l'adozione dei mirini telescopici, che hanno aumentato la frequenza delle uccisioni di precisione. I bunker e i cecchini sono altrettanto efficaci contro i morti come con tutti gli altri. La raffinazione del petrolio e il napalm hanno permesso di disintegrare gli zombi (e i nemici umani) in un modo che con i precedenti materiali sarebbe stato impossibile. Oltre a tutto questo, le trappole moderne sfruttano i punti deboli degli zombi: orde di non-morti che marciano in circolo senza fine, inseguendo un cervello su una pista meccanica come cani da corsa intorno a un circuito, sono una soluzione molto più efficace di un semplice pozzo scavato nella terra.